Covid, a Malpensa tornano i tamponi obbligatori per chi arriva dalla Cina

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Serviranno a sequenziare eventuali nuove varianti. Bassetti: l’Ue deve alzare una barriera per proteggerci e non fare lo stesso errore di tre anni fa quando sottovalutammo cosa stava accadendo dall’altra parte del mondo

Covid, Cina abolirà l’obbligo di quarantena per chi arriva dall’estero

3′ di lettura

Le notizie preoccupanti che filtrano dalla Cina sull’epidemia di Covid dopo l’allentamento delle restrizioni – almeno 5mila morti e oltre un milione di contagi al giorno secondo le stime della società di ricerca britannica Airfinity – fanno scattare l’allarme anche in Italia. A Malpensa è tornato dal 26 dicembre lo screening Covid per chi arriva dalla Repubblica cinese: chi atterra nello scalo milanese da un volo proveniente dal paese asiatico viene sottoposto in aeroporto al tampone per la ricerca di Sars-Cov-2. E mentre il Giappone imporrà da venerdì 30 dicembre test Covid ai visitatori provenienti dalla Cina continentale, l’Ue per ora sta alla finestra e non prevede di tornare a misure di contenimento per chi viaggia.

Lombardia, a Malpensa richiesto tampone per sequenziamento

Regione Lombardia richiede un tampone molecolare a chi arriva in volo a Malpensa dalla Cina, tampone che comunque non è obbligatorio. Si tratta di una misura di prevenzione che serve anche ad accertare il tipo di variante Covid di chi arriva dal Paese asiatico. Ieri, 26 dicembre, sono stati eseguiti 90 tamponi, oggi (27 dicembre) 120 e domani si avranno i primi risultati sul sequenziamento.

Bassetti: l’Ue alzi una barriera

Ma un’immediata reazione per evitare una nuova ondata di contagi è richiesta da alcuni virologi, come Matteo Bassetti: «A distanza di tre anni siamo in una situazione in cui non avrei mai immaginato di trovarmi – dice il direttore della Clinica di malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova. Se vogliamo evitare di riprendere un Sars-CoV-2 mutato dobbiamo intervenire subito: servono controlli su tutti i voli dalla Cina, restrizioni ai viaggi, tampone molecolare ai passeggeri nelle 24 ore precedenti la partenza o quarantena all’arrivo con test molecolare per uscirne, altrimenti chi arriva non deve circolare. Sarebbe una misura che dovrebbe prendere, non l’Italia da sola, ma tutta l’Europa. E non per un mese, ma per 6». «Non sono mai stato allarmista – aggiunge Bassetti – ma ora dico che dobbiamo alzare una barriera per proteggerci da quanto sta accadendo in Cina, dove è in corso una nuova ondata di Covid senza precedenti e su cui c’è censura».

Ciccozzi: tampone a chi arriva dalla Cina

Sulla stessa linea Massimo Ciccozzi, ordinario di epidemiologia e statistica medica all’Università Campus Biomedico di Roma: «È antiscientifico e incomprensibile che la Cina non dia i dati sul Covid, ma è grave anche il silenzio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) su questa scelta. Non vogliono sapere cosa stia realmente succedendo». A fronte di questo comportamento «sarebbe necessario introdurre in Italia tamponi molecolari a chi arriva dalla Cina, soprattutto in vista del capodanno cinese».

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Le autorità di Pechino, precisa l’epidemiologo, «hanno fatto un errore dopo l’altro: prima un lockdown stretto con un virus in cui il contagio zero non esiste. Quindi, dopo le proteste, hanno aperto ed eliminato controlli in modo indiscriminato come nessun altro Paese ha fatto. A questo si aggiunge il fatto che hanno un vaccino a vettore virale con una copertura del 60% rispetto alla malattia grave a fronte di una copertura che supera il 90% con i vaccini a mRna. E soprattutto, questo vaccino lo hanno dato solo a giovani e adulti in età lavorativa, mentre tra gli 50 anni il tasso di vaccinazione è bassissimo». L’unica risposta, conclude, «è introdurre l’obbligo di tampone all’arrivo in Italia. Non basta però un test, che sappiamo dà un 30% di falsi negativi. Serve tampone molecolare con isolamento fino al risultato».

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